Riserva ovarica: come si valuta e cosa significa per la fertilità femminile

Riserva ovarica: come si valuta e cosa significa per la fertilità femminile

La riserva ovarica indica la quantità di follicoli e ovociti ancora disponibili nelle ovaie. Rappresenta uno degli elementi che vengono valutati, durante gli esami per la diagnosi di infertilità, per conoscere il potenziale riproduttivo di una donna. In particolare vengono considerati i valori degli ormoni AMH, FSH e la conta dei follicoli antrali.

La valutazione della riserva ovarica è particolarmente importante nell’ambito della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), perché può fornire indicazioni sulla possibile risposta delle ovaie alla stimolazione ormonale (prima fase del percorso di PMA).

Tuttavia, è importante chiarire fin dall’inizio che riserva ovarica e fertilità non sono la stessa cosa: questi esami non possono, da soli, stabilire se una donna riuscirà a concepire naturalmente. Per arrivare a una diagnosi di infertilità di coppia infatti potrebbero servire una serie di esami che analizzano tutto l’apparato femminile.

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Che cos’è la riserva ovarica?

La donna nasce con un patrimonio di ovociti che diminuisce progressivamente nel corso della vita. La quantità e la qualità degli ovociti si riducono quindi con l’età, a mano a mano che si avvicina la menopausa.
La riserva ovarica rappresenta una stima della quantità di ovociti ancora disponibili. Per valutarla vengono utilizzati principalmente tre parametri:

  • ormone antimülleriano (AMH);
  • conta dei follicoli antrali (AFC);
  • ormone follicolo-stimolante (FSH).

Gli esami per questi valori forniscono informazioni differenti e devono essere interpretati nel loro insieme, considerando anche l’età e la storia clinica della paziente.

La valutazione della riserva ovarica può essere indicata durante l’inquadramento di una difficoltà a concepire o prima di intraprendere un percorso di PMA.
Può inoltre essere presa in considerazione quando esistono fattori che possono compromettere la funzione ovarica, come alcuni interventi chirurgici sulle ovaie o determinati trattamenti medici.

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AMH e riserva ovarica: cosa indica l’ormone antimülleriano?

L’AMH (ormone antimülleriano) è prodotto dai follicoli ovarici di piccole dimensioni e viene utilizzato come indicatore della riserva ovarica. Può essere rilevato tramite un prelievo del sangue e ha il vantaggio di restare stabilie durante il ciclo mestruale. Per questo motivo, a differenza dell’FSH, il dosaggio dell’AMH può generalmente essere effettuato in diversi momenti del ciclo.

Un valore di AMH più basso rispetto a quello atteso per l’età può essere indicativo di una ridotta riserva ovarica. Nell’ambito della PMA, questo dato può aiutare lo specialista a prevedere una possibile risposta ridotta alla stimolazione ovarica.

Conta dei follicoli antrali: come si valuta?

La conta dei follicoli antrali (AFC) viene effettuata mediante un’ecografia transvaginale, generalmente nei primi giorni del ciclo mestruale.
Durante l’esame lo specialista osserva le ovaie e conta i piccoli follicoli antrali presenti. Il loro numero rappresenta un altro parametro valido per stimare la riserva ovarica.
L’AFC è particolarmente utile nei percorsi di PMA perché, insieme all’AMH, può fornire indicazioni sulla probabile risposta ovarica alla stimolazione.

FSH e riserva ovarica: quando si misura?

L’FSH (ormone follicolo-stimolante) è un ormone prodotto dall’ipofisi che stimola la crescita dei follicoli ovarici. Il suo dosaggio viene generalmente esaminato nei primi giorni del ciclo mestruale, tramite prelievo del sangue, spesso insieme all’estradiolo (un ormone steroideo femminile appartenente alla famiglia degli estrogeni).

Un livello di FSH elevato può essere associato a una ridotta riserva ovarica. Tuttavia, l’FSH presenta una certa variabilità tra un ciclo e l’altro e deve quindi essere interpretato con cautela.
Per questo motivo, nella valutazione moderna della riserva ovarica, l’FSH non viene considerato isolatamente, ma insieme all’AMH, alla conta dei follicoli antrali e agli altri elementi clinici.

Qual è il valore normale dell’AMH?

Una delle domande più frequenti riguarda il cosiddetto “valore normale dell’AMH”. In realtà, non esiste un unico valore di AMH valido per tutte le donne. L’interpretazione deve tenere conto dell’età, del metodo utilizzato dal laboratorio e del quadro clinico complessivo. Un AMH basso può suggerire una riserva ovarica ridotta, mentre un valore elevato può essere associato a una maggiore quantità di follicoli. In alcune donne, per esempio, valori elevati possono essere osservati anche in presenza di ovaio policistico.
Il risultato deve quindi essere sempre interpretato dal medico e non sulla base del solo numero riportato sul referto.

Riserva ovarica bassa: significa essere infertili?

No. Una riserva ovarica bassa non significa necessariamente infertilità.
Una donna con una riserva ovarica ridotta può ancora ovulare e può ottenere una gravidanza. Allo stesso tempo, una riserva ovarica nella norma non garantisce automaticamente la possibilità di concepire.
Questo perché la fertilità dipende da numerosi fattori. Tra i più importanti vi è l’età, che influenza soprattutto la qualità degli ovociti e la probabilità di anomalie cromosomiche.
Anche la funzionalità delle tube, la salute dell’utero, la presenza di eventuali patologie ginecologiche e la qualità del liquido seminale del partner contribuiscono alla fertilità della coppia.

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