Farmaci steroidei e preservazione della fertilità maschile

Farmaci steroidei e preservazione della fertilità maschile

I farmaci steroidei, in particolare i corticosteroidi, sono molecole sintetiche che imitano l’azione degli ormoni prodotti naturalmente dalle ghiandole surrenali.

Nonostante vengano impiegati con efficacia in varie terapie (dal trattamento delle malattie autoimmuni a quelle dermatologiche), possono presentare problemi alla fertilità maschile. Questo genere di controindicazioni interessa anche altri farmaci a base di steroidi, come anabolizzanti.

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Le terapie con farmaci steroidei

Nei farmaci steroidei rientrano sostanze come il cortisone e il prednisone, ampiamente utilizzate in ambito medico per le loro proprietà antinfiammatorie e immunosoppressive. Questi farmaci sono impiegati nel trattamento di numerose condizioni, tra cui malattie autoimmuni (come lupus ed artrite reumatoide), patologie respiratorie (come asma grave), allergie severe, malattie dermatologiche e alcune forme di tumore.

In molti casi, rappresentano una terapia essenziale per controllare l’infiammazione e prevenire danni ai tessuti.

Come i corticosteroidi influenzano la fertilità maschile

Nonostante la loro efficacia, l’uso prolungato o ad alte dosi di corticosteroidi può comportare effetti collaterali significativi, tra cui un impatto sulla fertilità maschile.

Il meccanismo principale attraverso cui questi farmaci influenzano la funzione riproduttiva riguarda l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, ovvero il sistema di regolazione ormonale che controlla la produzione di testosterone e spermatozoi. I corticosteroidi possono alterare questo equilibrio, riducendo la secrezione di ormoni gonadotropi e, di conseguenza, la produzione di testosterone.

Gli effetti della diminuzione del testosterone

Una diminuzione dei livelli di testosterone può tradursi in una ridotta spermatogenesi, ossia il processo di produzione degli spermatozoi nei testicoli. Questo può comportare una diminuzione del numero di spermatozoi (oligospermia), una ridotta motilità o alterazioni nella loro morfologia. Tutti fattori che possono compromettere la fertilità maschile.

Inoltre, in alcuni casi, l’uso cronico di steroidi può portare a una riduzione del volume testicolare e a disfunzioni sessuali.
Occorre però sottolineare che questi effetti non si manifestano necessariamente in tutti i pazienti e dipendono da diversi fattori, tra cui le dosi del farmaco, la durata del trattamento e la sensibilità individuale.

Tuttavia, nei pazienti che devono affrontare terapie prolungate con corticosteroidi, soprattutto in età fertile, è fondamentale considerare preventivamente il possibile impatto sulla fertilità.

Preservare la fertilità con il congelamento degli spermatozoi

Tra le strategie preventive più efficaci troviamo la preservazione della fertilità tramite crioconservazione degli spermatozoi.

Questa procedura consiste nel prelievo e nel congelamento del liquido seminale prima dell’inizio della terapia, consentendo di conservare spermatozoi vitali da utilizzare in futuro nell’ambito della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).
Si tratta di una soluzione sicura e consolidata, che offre agli uomini la possibilità di mantenere aperta la prospettiva di una paternità anche in presenza di trattamenti potenzialmente dannosi per la funzione riproduttiva.

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