Fibromi uterini e infertilità femminile

Fibromi uterini e infertilità femminile

I fibromi uterini rappresentano una delle cause più frequenti di alterazione della fertilità femminile. Sebbene i fibromi non ostacolino completamente il concepimento naturale, in alcuni casi queste formazioni benigne possono interferire con l’impianto dell’embrione, con il corretto sviluppo della gravidanza o con la funzionalità dell’utero.

Per questo motivo, nella pratica della medicina della riproduzione, la loro valutazione è un passaggio fondamentale nel percorso diagnostico dell’infertilità.

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Cosa sono i fibromi uterini

I fibromi uterini, detti anche miomi, sono tumori benigni che originano dal tessuto muscolare dell’utero (miometrio). La loro crescita è influenzata dagli ormoni estrogeni e progesterone.

Possono svilupparsi in diverse sedi: all’interno della parete uterina (intramurali), sporgere verso la cavità uterina (sottomucosi) oppure verso l’esterno dell’utero (sottosierosi). La loro posizione è determinante nel valutare l’impatto sulla fertilità.

Dal punto di vista riproduttivo, i fibromi possono compromettere la fertilità alterando l’anatomia della cavità uterina, ostacolando l’impianto embrionario o modificando la contrattilità dell’utero.

I fibromi sottomucosi, in particolare, sono quelli maggiormente associati a difficoltà di concepimento e ad aumentato rischio di aborto spontaneo. Anche i fibromi intramurali di dimensioni significative possono interferire con la vascolarizzazione endometriale o con il trasporto degli spermatozoi e dell’embrione.

Sintomi dei fibromi uterini

I sintomi variano in base a numero, dimensioni e localizzazione. Alcune donne sono completamente asintomatiche, mentre altre possono avere sintomi quali:

  • cicli mestruali abbondanti (menorragia);
  • sanguinamenti intermestruali;
  • dolore pelvico;
  • senso di peso al basso ventre;
  • anemia secondaria alle perdite ematiche.

Nei casi più complessi possono ostacolare il concepimento naturale o portare persino ad aborti ripetuti.

Diagnosi dei fibromi uterini

La diagnosi si basa principalmente sull’ecografia ginecologica transvaginale, che consente di identificare numero, dimensioni e sede dei fibromi.

In situazioni selezionate, possono essere utili l’isterosonografia, l’isteroscopia diagnostica o la risonanza magnetica pelvica, soprattutto quando si pianifica un intervento chirurgico o un trattamento di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).

Trattamento dei fibromi uterini

Il trattamento dipende da diversi fattori: età della paziente, desiderio riproduttivo, sintomi e caratteristiche dei fibromi.

Nei casi sintomatici, o quando i fibromi compromettono la fertilità, si può ricorrere alla miomectomia, che può essere eseguita per via isteroscopica (per i fibromi sottomucosi), laparoscopica o laparotomica.

Esistono anche terapie mediche temporanee che modulano l’azione ormonale, ma non rappresentano una soluzione definitiva in caso la paziente desideri arrivare a una gravidanza.

Una volta trattati i fibromi, molte donne possono ottenere una gravidanza spontanea. Nei casi in cui persistano difficoltà, è possibile ricorrere alla Procreazione Medicalmente Assistita.

Tecniche come la fecondazione in vitro possono offrire buone probabilità di successo, soprattutto quando l’anatomia uterina è stata corretta e l’endometrio risulta idoneo all’impianto. Un’attenta valutazione specialistica consente di personalizzare il percorso terapeutico e massimizzare le possibilità di realizzare il desiderio di maternità.

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