Tra le diverse condizioni che possono influire sulla fertilità maschile, l’eiaculazione retrograda rappresenta una disfunzione meno comune rispetto ad altre, ma non per questo meno rilevante nel contesto della medicina della riproduzione.
Prenota una visita per la diagnosi di infertilità a Bologna o Verona presso lo studio del Prof. Filicori.
Cos’è l’eiaculazione retrograda?
Normalmente, durante l’orgasmo, lo sperma viene spinto attraverso l’uretra verso l’esterno. In caso di eiaculazione retrograda, la valvola (sfintere vescicale) che dovrebbe chiudere l’ingresso della vescica non funziona correttamente. Di conseguenza, il liquido seminale segue la via di minor resistenza e fluisce all’indietro, entrando nella vescica invece di fuoriuscire dal pene.
I sintomi principali
Il sintomo più evidente dell’eiaculazione retrograda è la cosiddetta “eiaculazione secca“: l’uomo raggiunge l’orgasmo, ma l’emissione di sperma è scarsa o del tutto assente. Un altro segnale caratteristico è la presenza di urine torbide subito dopo il rapporto sessuale, dovute proprio alla miscela di urina e liquido seminale all’interno della vescica.
Le cause comuni
Diverse possono essere le origini di questo disturbo:
- interventi chirurgici: operazioni alla prostata o al collo vescicale sono tra le cause più frequenti;
- patologie neurologiche: condizioni che danneggiano i nervi, come il diabete mellito o la sclerosi multipla;
- farmaci: alcuni trattamenti per l’ipertrofia prostatica benigna o antidepressivi possono influenzare la chiusura dello sfintere.
Impatto sulla fertilità maschile
L’eiaculazione retrograda non compromette la produzione di spermatozoi o la capacità erettile, né influisce sulla libido. Tuttavia, rappresenta una causa meccanica di infertilità: se gli spermatozoi non vengono depositati nel canale vaginale, il concepimento naturale risulta impossibile. Per molte coppie, questa condizione viene scoperta proprio durante gli accertamenti per la diagnosi di infertilità.
Trattamenti e Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
La medicina moderna offre diverse soluzioni. Se la causa è farmacologica, la sospensione del farmaco può risolvere il problema. In altri casi, possono essere prescritti medicinali che aiutano la chiusura dello sfintere vescicale.
Quando la terapia farmacologica non è efficace o non applicabile, si ricorre alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita. È possibile recuperare gli spermatozoi direttamente dalle urine post-orgasmo (previa alcalinizzazione delle stesse per preservarne la vitalità) o tramite prelievo testicolare. Gli spermatozoi così ottenuti possono essere utilizzati con successo in procedure come l’Inseminazione Intrauterina (IUI) o la Fecondazione in Vitro (ICSI).
Prenota una consulenza con il Prof. Filicori per una diagnosi di infertilità a Bologna o Verona.

